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Informazioni legali

Condizioni generali

Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2026

Con chi conclude il contratto

Le commesse descritte su Shepherd Studios sono eseguite da Benjamin Juhasz, che opera con la denominazione Shepherd Studios (di seguito «lo studio»). Nelle presenti CG, «Lei» e «il cliente» designano la persona o l’azienda che conferisce la commessa.

Responsabile
Benjamin Juhasz
Indirizzo
Riedstrasse 8, 8953 Dietikon, Svizzera
E-mail
office@shepherdstudios.ch
Telefono
+41 76 508 39 41

Che cosa sono queste CG e che cosa prevale su di esse

Le presenti CG si applicano alle commesse fotografiche accettate dallo studio. Costituiscono il quadro in cui si svolge un lavoro: ciò che viene stabilito per una determinata commessa (il briefing, l’onorario, le date, i materiali da consegnare e i diritti d’uso) figura nell’offerta o nella conferma di prenotazione relativa a quel lavoro.

Se l’offerta e le presenti CG divergono, prevale l’offerta. Le condizioni d’acquisto o per i fornitori proprie del cliente non si applicano, salvo che lo studio le abbia accettate per iscritto; inviarle insieme a un’offerta firmata non vale come accettazione.

Nulla su questo sito web costituisce una proposta contrattuale che possa essere accettata. Una richiesta inviata tramite il modulo avvia un dialogo; una commessa nasce quando lo studio ha emesso un’offerta e il cliente l’ha confermata per iscritto.

Prenotazione

Una data è riservata quando la prenotazione è confermata per iscritto ed è stato pagato l’eventuale acconto indicato nell’offerta. Fino ad allora la data resta disponibile per altri. Se una commessa dipende da qualcosa che sfugge al controllo dello studio (un permesso per il luogo delle riprese, un veicolo, un campione di prodotto, la disponibilità di una persona), l’offerta indica a chi spetta procurarlo.

Onorari, spese e pagamento

Gli onorari sono indicati in franchi svizzeri. L’offerta precisa se l’IVA è inclusa o si aggiunge, e che cosa è compreso: tempo di shooting, troupe, attrezzatura, postproduzione e i diritti d’uso descritti più sotto.

I costi che fanno effettivamente parte del lavoro ma non si possono conoscere in anticipo (viaggio e alloggio fuori dall’area convenuta, tasse per luoghi di ripresa e permessi, compensi per casting e modelli, oggetti di scena, noleggi, catering, ritocco oltre la misura convenuta) sono fatturati in aggiunta, al prezzo di costo, e vengono concordati prima di essere sostenuti ogni volta che vi sia il tempo per farlo.

Le fatture sono pagabili entro il termine in esse indicato. Se è stata convenuta una data di pagamento, il cliente è in mora alla sua scadenza, senza che lo studio debba prima inviare un sollecito (art. 102 cpv. 2 del Codice delle obbligazioni, CO), e da quel momento sulla somma scoperta decorrono interessi moratori del cinque per cento all’anno (art. 104 cpv. 1 CO).

Modifiche, rinvio e annullamento

I briefing cambiano, e le piccole modifiche fanno parte del lavoro. Una modifica che altera la portata della commessa (giorni di shooting supplementari, un altro luogo di ripresa, una postproduzione sensibilmente più ampia, diritti d’uso più estesi) è oggetto di un’offerta prima di essere eseguita.

Può capitare che una delle parti debba spostare o disdire una data. Se il cliente rinvia o annulla, lo studio ha diritto al pagamento del lavoro già svolto e degli impegni già assunti che non può recuperare: troupe e assistenti prenotati, noleggio di attrezzatura e studio, viaggi prenotati e il tempo riservato alla commessa che non può più essere venduto a nessun altro. La scala secondo cui tutto ciò viene calcolato è indicata nell’offerta, e cresce quanto più l’annullamento è vicino alla data dello shooting, perché è allora che questi impegni diventano irreversibili.

Una commessa ai sensi delle presenti CG è un contratto di appalto (art. 363 CO): lo studio si obbliga a realizzare un risultato definito, non a restare a disposizione per un certo numero di ore. Si applica allora l’art. 377 CO, che dice ciò che dice questa clausola: «Finché l’opera non sia compiuta, il committente può sempre recedere dal contratto tenendo indenne l’appaltatore del lavoro già fatto e d’ogni danno.» La scala indicata nell’offerta è questo indennizzo, convenuto in anticipo affinché nessuna delle parti debba discuterne in seguito.

Si tratta quindi di un indennizzo per ciò che un annullamento costa effettivamente, non di una penale per l’annullamento, e questa distinzione è determinante. Se una determinata commessa fosse invece qualificata come mandato propriamente detto (perché il suo baricentro si è spostato sulla ricerca dei luoghi di ripresa, sul casting o sulla consulenza anziché su una serie di fotografie consegnate), l’art. 404 CO darebbe a entrambe le parti il diritto di revocarlo in ogni momento. Secondo una giurisprudenza di lunga data del Tribunale federale le parti non possono rinunciare a questo diritto, e resterebbe soltanto il risarcimento del danno a carico di chi revoca «intempestivamente». Un importo che rispecchia il danno effettivo regge in entrambe le qualificazioni. Un forfait per il disagio no.

Se è lo studio a dover annullare (per malattia, infortunio, guasto dell’attrezzatura o qualsiasi altro motivo che sfugge al suo controllo), cerca anzitutto di mettere a disposizione, con il consenso del cliente, una fotografa o un fotografo di pari livello. Se ciò non è possibile, offre la prima data disponibile oppure rimborsa quanto è stato pagato per il lavoro non eseguito. Oltre a tale rimborso, lo studio non risponde dei costi propri del cliente per uno shooting che non ha avuto luogo.

Il giorno dello shooting

Il cliente mette a disposizione un accesso sicuro e lecito al luogo delle riprese, nonché ogni autorizzazione richiesta dal luogo stesso. Se lo studio lavora in un luogo sotto il controllo del cliente, il cliente è responsabile della sua sicurezza. Lo studio dispone di una propria attrezzatura e di una propria assicurazione, e resta responsabile del proprio modo di lavorare.

Gli orari di una giornata di shooting sono stime. Se uno shooting si protrae per motivi che rientrano nella sfera del cliente (accesso tardivo, una persona da fotografare che arriva in ritardo, un prodotto non pronto), il tempo supplementare viene fatturato alla tariffa indicata nell’offerta.

Consegna, selezione e archiviazione

Lo studio consegna una serie di fotografie elaborate secondo le specifiche convenute, entro il termine di consegna indicato nell’offerta, tramite una galleria online nella quale il cliente può visualizzarle e scaricarle.

La selezione e l’elaborazione spettano allo studio. Quali scatti vengono consegnati, e come vengono trattati nel colore e ritoccati, è proprio il lavoro commissionato, e non è oggetto di trattativa dopo la consegna. I file non elaborati, i file RAW e gli scatti scartati sono materiale di lavoro e sono espressamente esclusi dalla consegna; se il cliente ha davvero bisogno dei file RAW, ciò viene convenuto e offerto separatamente, ed è raramente la soluzione giusta.

Lo si precisa espressamente perché per un cliente privato vale di norma il contrario: per una commessa conferita da un consumatore, la dottrina svizzera ritiene che gli originali (i negativi o il file che contiene i dati originali) passino al cliente insieme alle stampe, salvo che il contratto disponga altrimenti. Questo contratto dispone altrimenti. Ciò non cambia nulla quanto ai diritti su questi file, che restano dove li colloca la sezione seguente.

Dopo una commessa lo studio conserva i file consegnati per un periodo ragionevole, così da poter aiutare il cliente che dovesse perderli, ma non è un servizio di archiviazione. Conservi una Sua copia di tutto ciò su cui fa affidamento.

Diritti sulle fotografie

Questa è la sezione che conta, ed è la ragione per cui questo documento esiste.

A chi spetta il diritto d’autore

Secondo la legge sul diritto d’autore (LDA): «È autore la persona fisica che ha creato l’opera» (art. 6 LDA). Il diritto d’autore nasce quindi in capo alla persona che ha scattato la fotografia, ed è detenuto dallo studio. Il diritto svizzero non conosce, per la fotografia su commissione, alcuna regola secondo cui l’opera spetti automaticamente a chi l’ha commissionata: commissionare una fotografia non fa di Lei il suo autore. La legge lo rende evidente indicando l’unico caso in cui un datore di lavoro acquisisce i diritti automaticamente, ossia i programmi per computer secondo l’art. 17 LDA. La fotografia non vi figura.

Due altre disposizioni sono la ragione per cui questa sezione deve dire ciò che dice. L’art. 16 cpv. 3 LDA: «Il trasferimento della proprietà di un esemplare dell’opera, anche se si tratta dell’originale, non implica il trasferimento di facoltà d’utilizzazione inerenti al diritto d’autore.» Ricevere i file non significa ricevere i diritti. E l’art. 16 cpv. 2 LDA: «Salvo patto contrario, il trasferimento di uno dei diritti contenuti nel diritto d’autore non implica il trasferimento di altri diritti parziali.» La concessione di diritti d’uso comprende quindi ciò che indica, e nulla di più.

Non conta nemmeno quanto sia semplice uno scatto. L’art. 2 cpv. 3bis LDA considera opere le rappresentazioni fotografiche «anche se non presentano un carattere originale», sicché una semplice foto di prodotto su fondo bianco è protetta quanto un ritratto accuratamente composto.

Ciò che Lei riceve sono diritti d’uso, e il resto di questa sezione ne stabilisce la portata.

Che cosa può fare il cliente con le fotografie

A pagamento integrale avvenuto, lo studio concede al cliente diritti d’uso sulle fotografie consegnate, per lo scopo per cui è stata conferita la commessa. Salvo che l’offerta disponga altrimenti, tali diritti d’uso sono:

  • Non esclusivi: lo studio conserva il diritto di usare le stesse fotografie come descritto più sotto in «Che cosa conserva lo studio».
  • Validi in tutto il mondo e per la comunicazione propria del cliente: il suo sito web, i suoi canali social, presentazioni, stampa e PR, comunicazione interna, materiale per fiere ed eventi e stampati.
  • Non concedibili in sublicenza e non trasferibili, salvo a un’agenzia o a un fornitore che utilizzi le fotografie per conto del cliente e per la comunicazione propria del cliente.
  • Non disdicibili finché il cliente non è inadempiente, e illimitati nel tempo.

Diritti d’uso più ampi (pubblicità a pagamento, pubblicità esterna, imballaggi, rivendita, esclusiva, oppure un buyout con cui viene trasferito il diritto d’autore stesso) sono disponibili e sono oggetto di un’offerta. Vanno richiesti, non presunti, per la ragione dell’art. 16 cpv. 2 LDA illustrata sopra: una concessione comprende i diritti che indica, e nessun altro.

C’è una cosa che un buyout non può trasferire, per quanto venga pagato. Il diritto svizzero consente sì di trasferire il diritto d’autore stesso (art. 16 cpv. 1 LDA; qui si distingue dal diritto tedesco, che ne esclude del tutto il trasferimento), ma i diritti della personalità dell’autore, ossia il diritto di essere nominato e il diritto all’integrità dell’opera, non sono affatto trasferibili. Vi si può rinunciare caso per caso, per un uso determinato, ed è così che un buyout li disciplina qui. Una clausola che pretendesse di trasferirli integralmente sarebbe semplicemente nulla.

Che cosa non comprendono i diritti d’uso

  • La rivendita delle fotografie, la concessione di ulteriori licenze su di esse o la loro fornitura a un’agenzia di immagini stock.
  • L’utilizzo da parte di un’azienda diversa dal cliente, compresa una società madre, figlia o sorella, salvo che l’offerta la menzioni.
  • L’utilizzo di una fotografia, o di una sua parte, come dati di addestramento per un modello di apprendimento automatico o generativo, oppure la sua fornitura a terzi a tale scopo.
  • La registrazione di una fotografia, o di un suo elemento, come marchio o design senza il consenso scritto dello studio.

Modifiche, ritaglio e menzione dell’autore

Ritagli e adattamenti di formato per una determinata collocazione vanno bene. Le modifiche che cambiano ciò che una fotografia esprime (combinarla con altre immagini, sostituirne lo sfondo, modificarne sostanzialmente il trattamento del colore o un’elaborazione generativa che aggiunge o rimuove contenuti) richiedono il consenso dello studio. Non è pignoleria di stile: l’art. 11 LDA conferisce all’autore il diritto esclusivo di decidere «se, quando e in qual modo l’opera possa essere modificata», e gli riserva, anche quando un contratto consente modifiche, il diritto di opporsi a ogni alterazione dell’opera che leda la sua personalità. Una fotografia ricomposta continua a essere pubblicata con il nome dello studio.

Se il mezzo lo consente ragionevolmente, il cliente indica accanto alle fotografie pubblicate lo studio («Benjamin Juhasz») o la fotografa o il fotografo nominati. Il diritto di far riconoscere la propria qualità di autore è un diritto sancito dalla legge (art. 9 LDA) e non una cortesia. Sui social media basta menzionare l’account dello studio.

Che cosa conserva lo studio

Lo studio conserva il diritto di mostrare le fotografie come esempio del proprio lavoro: su questo sito, nel suo portfolio e nel suo showreel, sui suoi canali social, nelle candidature a premi e negli invii alla stampa, e nelle presentazioni a potenziali clienti. È così che si vende il lavoro fotografico, e fa parte del prezzo.

Se una commessa è confidenziale, non ancora pubblicata o soggetta a embargo, lo comunichi prima dello shooting e l’offerta conterrà un vincolo di non pubblicazione: lo studio non pubblicherà nulla di quella commessa fino alla data da Lei stabilita, oppure mai, se così è stato convenuto.

Persone, proprietà e autorizzazioni

La fotografia di una persona identificabile tocca i diritti propri di quella persona, indipendentemente dal diritto d’autore: il diritto alla propria immagine, protetto dall’art. 28 del Codice civile (CC), e la legislazione sulla protezione dei dati, se l’immagine viene trattata.

Se è il cliente a portare le persone (collaboratori, ospiti, modelle e modelli, la sua clientela), spetta al cliente informarle che lo shooting ha luogo e a che cosa servono le fotografie, e ottenere le liberatorie richieste dall’uso previsto. In occasione di un evento ciò comprende una segnaletica ben visibile, esposta prima del primo scatto, che indichi che si stanno scattando fotografie e dove appariranno le immagini.

La segnaletica però non basta, e due casi richiedono di più. Una persona che è individualmente il soggetto di uno scatto (e non una presenza casuale nella sala) necessita di una vera e propria liberatoria, e secondo l’autorità svizzera di vigilanza sulla protezione dei dati deve poter vedere le immagini destinate alla pubblicazione ed essere informata del contesto in cui appariranno. E se una persona ha meno di 18 anni ed è riconoscibile, oltre al suo consenso si ottiene anche quello di un genitore o del tutore. Il margine concesso a chi appare «casualmente in una folla», che vale sulla pubblica via, non è acquisito per un evento privato, solo su invito, in locali presi in affitto, e nulla di quanto scritto qui lo presuppone.

Chiunque sia coperto dalla liberatoria, un’opposizione viene rispettata. Se qualcuno chiede di non essere fotografato, o chiede in seguito che uno scatto non venga utilizzato, così sarà, il giorno stesso o in qualsiasi momento successivo. Lo studio non pubblica come proprio lavoro di portfolio uno scatto in cui una persona è riconoscibile senza una liberatoria o senza la conferma del cliente che i consensi da esso ottenuti si estendono anche all’uso promozionale proprio dello studio.

Lo stesso vale per ciò che compare nell’inquadratura: marchi, opere d’arte, edifici e proprietà private possono richiedere autorizzazioni proprie, e se è il cliente a stabilire il soggetto, il cliente garantisce di avere il diritto di farlo fotografare per l’uso previsto.

Responsabilità

Lo studio lavora secondo standard professionali ed è assicurato. Nella misura in cui risponde, la sua responsabilità è limitata all’onorario pagato per la commessa, e non risponde dei danni indiretti o conseguenti (lucro cessante, una campagna che non è partita, una tiratura di stampa che è stato necessario ripetere).

Questo limite ha una soglia che lo studio non può abbassare e che non cerca di abbassare. L’art. 100 cpv. 1 CO dichiara nullo qualsiasi patto che miri a liberare preventivamente dalla responsabilità per dolo o colpa grave, e nulla in questo documento va letto come un tentativo in tal senso. Non è esclusa nemmeno la responsabilità per danni alla persona.

La fotografia non è priva di rischi: i file possono andare persi e l’attrezzatura può guastarsi. Lo studio conserva copie duplicate di ogni shooting e, per i lavori che non si possono ripetere, lavora con attrezzatura di riserva. Se accade il peggio, il rimedio consiste in un nuovo shooting, dove un nuovo shooting è possibile, e altrimenti nel rimborso dell’onorario per ciò che è andato perso.

Riservatezza

Entrambe le parti mantengono riservate le informazioni confidenziali dell’altra: prodotti non ancora lanciati, condizioni commerciali, tutto ciò che è contrassegnato come confidenziale o che lo è manifestamente. Il diritto di portfolio dello studio descritto sopra è soggetto a questo obbligo, e non ne costituisce un’eccezione.

Che cosa è lasciato all’offerta

Questo documento non indica volutamente alcuna cifra. L’acconto, il termine di pagamento, la scala di annullamento, la tariffa per il tempo supplementare, il termine di consegna ed eventuali diritti d’uso più ristretti o più ampi di quelli standard descritti sopra sono condizioni commerciali che variano da un lavoro all’altro e vanno stabilite nell’offerta per quel lavoro. Una cifra inventata qui sembrerebbe autorevole e contraddirebbe i documenti dello studio stesso, il che è peggio di nessuna cifra.

Diritto applicabile e foro competente

Le presenti CG, e ogni commessa ad esse soggetta, sono rette dal diritto svizzero, con esclusione delle sue norme di conflitto e della Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di compravendita internazionale di merci (CVIM).

Il foro competente per qualsiasi controversia è Zurigo, Svizzera, pattuito ai sensi dell’art. 17 del Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC). Questo patto vale tra imprese. Non sottrae a una parte protetta un foro che il diritto svizzero le riserva: il cliente consumatore conserva il foro che l’art. 35 CPC gli garantisce, qualunque cosa dica questa clausola.

Se una clausola delle presenti CG dovesse risultare invalida, il resto rimane valido, e la clausola invalida viene ricondotta a quanto la legge consente.

Stato di questo documento

Le presenti CG sono una bozza redatta per Benjamin Juhasz e non sono state verificate da un avvocato. Due clausole in particolare richiedono tale verifica prima che lo studio vi faccia affidamento: l’indennizzo di annullamento, per la ragione indicata nella relativa sezione, e la clausola sul foro competente quando il cliente è un consumatore o si trova fuori dalla Svizzera. Nulla di quanto scritto qui costituisce una consulenza legale.

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